Dicono di noi

da "La Nazione "dicembre 2012

di Elisa Valentini

Il calore di una baita di montagna, trait d’union fra il centro storico di Cutigliano e la stazione turistica di Doganaccia. Se c’è qualcosa da invidiare al Nonno Cianco è anzitutto la posizione. Collocato su una terrazza naturale in alto al borgo, con veduta mozzafiato sulla vallata, il bar ristorante occupa il piano terra dello stesso edificio di partenza della funivia per Doganaccia. Basta percorrere qualche metro, salire in cabina e in appena 8 minuti si è a 1600 metri di quota, proprio sulle piste da sci. Comoda tappa per i turisti e punto di riferimento per i locali, il Nonno Cianco richiama la montagna nello stile caldo ed accogliente. Caminetto acceso, slittino a complemento d’arredo e panche in legno tipici del rifugio in quota si mescolano con i tratti più raffinati della sala ristorante con tovaglie, parquet ed ampie vetrate sulla veranda esterna, luogo ideale per un aperitivo od un rifrescante dopocena in musica nelle serate estive. Familiarità e qualità ispirano la gestione dei giovani coniugi Andrea Alisi e Tatiana Strufaldi che seguono i propri clienti dal buongiorno all’arrivederci. Al Nonno Cianco ci sente subito a casa propria. “Poco prima di aprire il locale – spiega Andrea – trovai un vecchio diario lasciato da mio nonno che ricordava i tempi in cui gestiva la trattoria Il Cianco a Firenze. Così decidemmo di modificare il nome della passata gestione, Il Nonno, con un’aggiunta. Ed è venuto fuori Il Nonno Cianco”. Un nonno che, affisso in foto accanto al caminetto, testimonia un’eredità familiare riscontrabile nelle specialità della cucina. “Il menù segue le stagioni ed utilizza prodotti il più possibile locali – spiega Tatiana - Il nostro motto? Fidati di noi: abbiamo sempre qualcosa che soddisfa i nostri clienti. I piatti sono della tradizione toscana, rivisitati con tocchi originali, eppure ripresi dai ricettari della nonna cuoca”. Come le gonfiate, tipiche piemontesi di sapore simile agli gnocchi di patate ma più soffici, da accompagnare con gorgonzola; i tortelli con ripieno di patate del Melo o classici ricotta e spinaci, il peposo, lo stracotto, gli antipasti del Cianco. E ancora le castagne in versione dolce o salata con la salsiccia. Chi predilige la praticità può fermarsi al bar per un tagliere, una cioccolata calda o un buon dessert. Perché sui dolci al nonno Cianco non si scherza: ogni fase è curata da Andrea, pasticcere con esperienza 15ennale maturata fra Castaldini, Fabiani e Robiglio a Firenze e Valiani a Pistoia. Dalla crema di ravaggiolo (formaggio fresco di pecora prodotto a Cutigliano) con lamponi, alla mousse di castagne con cachi; dalla tradizionale pannacotta al tortino al cioccolato, ogni dolce gustato a tavola o al bar è una vera apologia del gusto.

Elisa Valentini